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A capo

Communication

Imponderabile e soggettivo. Me verso San Paolo

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Autobus

Vado a tentoni. Forse un pochino più veloce di prima.

Stamani il sole picchiava forte sulla Cattedrale di Sè. Ripensavo al conducente cileno di ieri sull'autobus, con uno sguardo tanto severo da far paura, che però come mi chiamassi e se fossi anch'io una straniera me l'ha chiesto gentilmente e soprattutto sottovoce.

Poi sono arrivata stasera a un'altra fermata e l'autobus che dovevo prendere in fretta stava giusto arrivando. Davanti a me la ballerina vestita di bianco si stava giusto allacciando le scarpe. Dovevo essere veloce quanto bastasse a guardare l'autobus avvicinarsi, calcolare quanti secondi potessi rischiare per perdermi la salita e quanti fossero necessari a scattare una foto a quel bianco.


Questione di nanosecondi, forse meno. Quelli che servono per fare un'immagine dopo che la luce colpisce la retina sono meno, tanti e tanti di meno.

Allora penso che qualcosa da qualche giorno me l'ero persa. Non è questione di ritardi e anticipi, è questione di fare una cosa (...) stando senza un'altra (…).

 

La luce della stanza di cui non riuscivo a caricare (fare) l'immagine era forte. E chiudere gli occhi, forse, è stato davvero facile. Poi il dopo si racconta con gli autobus, gli sguardi accigliati, il fiato che a volte manca a volte torna, le notti in bianco, le assenze dal lavoro, le cose che piano piano tornano.

 

Ah sì. E c'è dell'altro. C'è da oggi – è da oggi che lo so – un personaggio curioso a cui qualcuno in questo mondo sta cercando di dare un nome. Lavori di gruppo. Un nome da trovare diventa un lavoro per più persone, e deve essere un nome che gli calzi a pennello perchè deve riuscire a essere esteticamente bello ma anche veritiero nel raccontare tra una lettera e l'altra la sua storia.

 

Ecco. Io ho fallito miseramente nel tentativo di trovarne uno finora. Ma la cosa mi interessa, quindi... chissà. Casomai riesca a distrarmi ancora un po'... casomai ci fosse più di un pezzo perso per strada, casomai la luce a volte fosse davvero forte e non si riuscisse a fare le cose come si potrebbe, casomai si potesse parlare diversamente e dire le cose... non proprio come stanno, ma quasi...

Casomai si potesse anche cambiare una pagina con un'altra perchè ''se non salta fuori un'immagine, allora non è cosa...''.

Casomai a volte faccia bene pure tirare il fiato e dire qualche parolaccia, saltare il lavoro di una mattina, riprogrammare.

Perdersi le cose per la strada è molto più facile di quanto sembri a volte.

Casomai... io continuo, anche se non è chiaro, anche se qualcosa sfugge. Continuo perchè sarebbe sempre bene comprendere che non è il caso di perdersi i pezzi per strada. Casomai le cose potessero anche tornarci.