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A capo

Communication

Imponderabile e soggettivo. Me verso San Paolo

g

Roberta Oliveira e la musica

 

Pensavo alla complessità e a quante cose ci sono da dire, tutte quelle per cui le parole non bastano davvero.

 

Il tragitto per arrivare al Rio Verde.

 

L'aria era densa, il cielo minacciava dalla mattina un temporale che poi non è arrivato.

 

Sono scesa davanti all'ingresso del locale che era il primo pomeriggio.

 

Arrivava da fuori la musica, dalle pareti in mattoncino, dai piccoli corridoi sepolti dalle piante del giardino.

 

Roberta non ha solo Aprendiz, ma anche la musica. Mi aveva invitata al concerto e ad assistere alle prove.

 

Mi sembrava di essere Alice che non riesce ad entrare nel Paese delle Meraviglie. Suonavo al portone in ferro battuto, bussavo bussavo ma nessuno sembrava riuscire a sentirmi.

 

Poi a un tratto si è aperto e sono entrata.

 



 

Solo un cerchio di musicisti davanti a me e i gestori del Rio Verde al bancone che stavano preparando uno churrasco.

 

Locale vuoto. I riccioli sulle finestre, il vetro colorato.

 

Roberta mi ha salutata e mi ha dato il benvenuto appena terminato il pezzo che stavano provando.

Sorridente. Luminosa. Nervosa.

 


Aria forte. Umido.

 

Pelle d'oca.

 

E tutto quello spazio solo per me.

 

Ho tirato fuori la macchina fotografica e ho iniziato a girarmi intorno con gli occhi.

 

Non posso lasciarvi qui la musica, ma dico soltanto che quello che mi avevano raccontato è vero: la 'loro' Samba è diversa, ha un'energia che ti trapassa e arriva al sangue, entra in circolo, ti accelera il battito cardiaco.

 

Si pensano tante cose, si sentono tante cose quando si è da soli. Il linguaggio dentro di te senti che cambia. E senti addosso la tua storia, senti la forza che hai messo per arrivare fin lì. Senti addosso il tempo trascorso e quello nuovo che arriva. Senti che te lo racconti mentre azzardi un sorriso e abbassi un poco la testa.

 



 

Mi sono lasciata andare.

 

Poi ha iniziato lentamente ad arrivare gente a sera.


Ma il mio concerto è stato quello delle tre: camminavo sulle nuvole a terra, quelle di un temporale che non è arrivato.

 



 



 

Forte.